Appuntamento di presentazione al corso: mercoledì 16 giugno ore 18
Il corso verrà attivato dal 5 ottobre e si
articolerà in otto incontri che svolgeranno il seguente
programma:
1. Le campane tibetane:
l’ascolto, la produzione, la modulazione dei suoni e delle
vibrazioni.
2. Le tradizionali tecniche per la pulizia dei chakra.
3. L’allineamento dei principali centri energetici.
4. La distensione del cuore.
5. L’uomo come un tempio: le dinamiche ascendenti e i
percorsi ascendenti.
6. La memoria: le immagini e il valore del ricordo.
7. Pratiche di vocalizzazione e meditazione.
Possibilità di trattamenti
individuali su appuntamento tel.06/70476834
info@harmonia-mundi.it
Negli antichi monasteri tibetani, il suono
delle campane, viene utilizzato con l'intenzione di
facilitare l’armonia tra le energie terrestri
e le sfere celesti.
Le
campane tibetane sono coppe forgiate con una lega di sette
metalli, che corrispondono ai sette pianeti: Oro/Sole,
Argento/Luna, Mercurio/Mercurio, Rame/Venere, Ferro/Marte,
Stagno/Giove, Piombo/Saturno.
Il suono e le vibrazioni
delle campane utilizzate con la tecnica del
massaggio sonoro favoriscono il benessere, il
rilassamento, l’equilibrio e la concentrazione, stimolando
i naturali processi di autoguarigione.
Intervento Integrato di Shiatsu e
Musicoterapia evolutiva per favorire la diminuzione
dell'assunzione di farmaci nella popolazione carceraria
tossicodipendente della casa circondariale
In Mystical Drones
ascoltiamo un flusso unico di suoni che de
riva
dalla fusione di elementi provenienti dalle tradizioni orientali e
dalle moderna ricerca musicale occidentale. Ed assistiamo
anche, in una variegata successione di situazioni sonore e
sceniche, a suggestioni che esprimono in sé la propensione
spirituale che accomuna da sempre le musiche del mondo.
Fulcro dell’esibizione sarà
un rituale nel quale un intero set di campane tibetane verrà
utilizzato nelle sue potenzialità di cura.
Saranno coinvolti nella
performance:
Lama Dam Chhoi
( mantra e strumenti tradizionali)
Maurizio Gabrieli
(musica e live electronics)
Reza Kheradman
(voce)
Luca Marchioni
(canto difonico e letture)Mauro
Pedone (campane tibetane e massaggio sonoro)
Campane Tibetane:
Luana Belloni
Bruno Gianetti
Maurizio Limongi
Margherita MarchettiPatrizia
Raspanti
Cesare Miceli - Direttore
della fotografiaMauro Pedone - Coreografia
Dall’antica tradizione
orientale, ci arriva un’immagine, una metafora, ricca di
elementi stimolanti la Conoscenza Umana, è l’immagine della
Carrozza, del Calesse sulla Strada, sulla Via.
L’uomo è paragonato ad
un calesse, composto da una struttura portante, con quattro
ruote, una coppia di cavalli al tiro e un cocchiere seduto alla
guida, all’interno della carrozza c’è un passeggero.
La struttura della
carrozza rappresenta il corpo umano, le ruote anteriori che
danno la direzione sono le braccia, il nostro asse relazionale;
le ruote posteriori sono più grandi, portano più peso, sono le
gambe, il nostro sostegno.
I cavalli vengono visti
come le emozioni, gli istinti che a volte ci trascinano.
Il cocchiere è la
nostra mente cosciente.
Il passeggero
invisibile è la nostra guida interiore.
Il Carro percorre una
via, una strada bianca, con degli avvallamenti, delle buche,
delle pietre che trova lungo il percorso: sono le vicissitudini,
gli ostacoli che incontriamo nella nostra vita.
Ci sono anche dei
solchi nel terreno, tracce di passaggi di altre carrozze: è il
passato, la nostra conosciuta e rassicurante storia familiare.
Il percorso è
delimitato da due margini, due fossati ai lati: sono le regole
da seguire per non incorrere in incidenti.
E ancora, il cocchiere dovrà conoscere bene il
percorso, la meta e il suo mezzo.
Valuterà le giuste soste di ristoro, alternandole
ai momenti di corsa.
Sarà suo compito la
manutenzione della carrozza, controllare che i cerchi delle
ruote siano a posto, che i cavalli siano ben nutriti e che
abbiano riposato il dovuto.
Le briglie dovranno
essere della corretta lunghezza e sempre in tiro, con la “
giusta” tensione. Il cocchiere dovrà far sentire ai cavalli che
li tiene a bada e allo stesso tempo che li lascerà liberi di
cavalcare.
A volte cerchiamo di
tenere tutto sotto controllo, possiamo bloccare le nostre
emozioni o non dare loro il giusto spazio. Oppure, quando siamo
distratti, percorriamo interi pezzi di strada senza
accorgercene: chi ci ha guidato?
Cosa più importante, ci
scordiamo che è il passeggero che ha scelto la meta e dato il
via al viaggio. Alcune volte bussa
dall’interno cercando l’attenzione del cocchiere. Il rumore del galoppo
dei cavalli e il cocchiere sempre preso ad ascoltare
l’incessante dialogo con se stesso impediscono la comunicazione.
Il cocchiere a volte
non sente gli scricchiolii della struttura che chiede una sana
manutenzione e si può danneggiare una ruota… una malattia ci
segnala che qualcosa non va bene.
Sosta forzata. Il
passeggero gridava da molto che qualcosa non andava.
La struttura è rigida,
non c’è una buona armonia tra il corpo, la mente, le emozioni e
lo spirito.