I varchi
Sperimentare le vibrazioni delle campane e dei profumi è senz’altro molto gradevole. Allo stesso tempo queste esperienze, come già detto, ci possono permettere di aprire concretamente i nostri orizzonti. Quando giriamo il batacchio di legno nel perimetro delle campane, generiamo dei movimenti circolari che diventano spirali vibrazionali che si propagano come una serie di ottave.
Le ottave
Quando se ne completa una ne inizia un’altra, continuamente, ma senza che ne siamo coscienti. La fisica ci dice che non esiste continuità, l’universo è un fenomeno intermittente. Faccio ancora riferimento a Deepak Chopra, nel suo lavoro parla della connessione tra mente, corpo, spirito e salute. Ci ricorda che i nostri sensi sono limitati, ci danno l’illusione che esista un mondo solido. Se potessimo raffinare i nostri sensi, saremmo in grado di vedere i varchi della nostra vita. D’altra parte anche le antiche conoscenze sciamaniche si basano sulla comprensione dei misteri relativi ai varchi, ai passaggi di dimensione. Vi ricordate, nelle prime pagine di questo libro avevo riportato di maestri del suono che usavano le campane per compiere viaggi astrali? Chissà cosa dicono le recenti ricerche a carattere scientifico? Ad esempio affermano che in particolari stati di coscienza, le informazioni, la conoscenza ci arriva in blocchi, e viene impressa nella mente in una frazione di secondo. A volte nel sonno, nei sogni, nel dormiveglia…certamente tutti abbiamo avuto una qualche esperienza simile, dei momenti di “eureka”, dove, per una frazione di secondo ci è apparso tutto chiaro. Fortunatamente sono sempre più frequenti gli studi che danno riscontro e valore a quello che ci tramandano le antiche tradizioni.
Breve estratto dal libro

Riporto queste poche righe dal recente libro: “Un profumo per le stelle“, LAVOCEDELCARRO EDIZIONI, 2026.
Il mio desiderio è stimolare la ricerca, mi rifaccio alle parole di Jiddu Krisnamurti: Non serve dare risposte, ma spronare gli uomini alla ricerca della verità.
Scopri di più da La Voce del Carro di Mauro Pedone
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